Quando attraversiamo periodi di sofferenza, a volte anche lunghi, possiamo arrivare a temere che non passeranno mai. Ma la sofferenza non è un destino, è una creazione della mente inconsapevole.
Lasciarla andare porta al risveglio alla tua vera natura, che è pace.
In questo articolo voglio illustrarti i cinque passi essenziali per iniziare a dissolvere la sofferenza, ancorandoti al potere del momento presente:
- Riconosci e Accetta l’Adesso
La maggior parte della sofferenza è creata dalla resistenza mentale a ciò che stai vivendo. Non è la situazione in sé che ti crea dolore, ma il tuo rifiuto interiore di accettarla.
Smettila di etichettare la situazione attuale come “cattiva” o “ingiusta”. Riconosci il pensiero che crea resistenza, poi riporta la tua attenzione al corpo e al respiro. Accetta il momento presente, come se avessi scelto tu stesso di fare questa esperienza. L’accettazione è la chiave che apre la porta alla libertà interiore.
- Osserva il Corpo di Dolore
Eckhart Tolle ha definito il Corpo di Dolore come l’accumulo di vecchie emozioni dolorose che risiede in tutti noi. È un campo energetico semi-autonomo che cerca di sopravvivere facendoci pensare e reagire in modi che creano ancora più infelicità.
Sii consapevole della sua attivazione: quando senti un’ondata di infelicità, rabbia, o tristezza inspiegabile, riconosci che “Questo è il Corpo di Dolore“. Non giudicarlo, non analizzarlo, e, soprattutto, non identificarti con esso. Trattalo come una nuvola che passa nel cielo della tua consapevolezza. L’osservazione distaccata lo priva dell’energia di cui ha bisogno per sopravvivere.
- Vivi il Momento Presente
La sofferenza è quasi sempre un’illusione creata dal proiettarsi nel futuro (ansia, preoccupazione) o dal rivivere il passato (rimpianto, colpa). La vita accade solo nell’Adesso.
Chiediti spesso: “Cos’è che mi disturba in questo preciso istante?“, non cosa potrebbe essere domani o fra una settimana, ma adesso. Quando la mente ti trascina fuori dall’Adesso, usa i tuoi sensi per ancorarti: ascolta i suoni, senti il vento sulla pelle, osserva le luci. Riportati al Qui e Ora, il luogo dove la sofferenza non può esistere.

- Osserva la Tua Mente Pensante
Il tuo sé autentico non è la voce nella tua testa che commenta, si lamenta e critica. Questa voce è l’ego e l’identificazione con essa è la radice di ogni sofferenza.
Sii il testimone silenzioso dei tuoi pensieri. Quando un pensiero doloroso o giudicante sorge, non farti trascinare nel suo vortice. Osservalo semplicemente come se fosse una mosca che ronza nella stanza. Riconosci: “C’è un pensiero di preoccupazione. C’è un pensiero di rabbia.” Non sei tu quel pensiero. Questa pratica crea uno spazio tra te (l’osservatore) e la mente (l’oggetto osservato), e in quello spazio c’è la pace.
- Pratica la Resa
Quando la sofferenza è intensa – una perdita, una malattia, un trauma – resistere ad essa è come lottare contro una forte corrente d’acqua: ti esaurirà. La resa non è debolezza o rassegnazione, ma saggezza interiore.
Quando il dolore è travolgente, non scappare. Immergiti nell’emozione e localizza l’energia del dolore nel tuo corpo: dove si trova? Come la senti? Permettigli di Essere. Se l’accetti completamente, senza cercare di cambiarla, si trasforma nel fuoco della consapevolezza. L’arrenderti ti allinea con il flusso della vita.
La sofferenza è la tua insegnante. Ti spinge a cercare la verità oltre le illusioni della mente.
Alla prossima istantanea.

